Cosa sono i pronti contro termine e come ottenerli

Con l’operazione di Pronti Contro Termine (PCT) si stipula un contratto attraverso il quale il cliente acquista dalla Banca un certo numero di titoli (solitamente Titoli di Stato ed obbligazioni non convertibili italiane o estere) e la banca si impegna a riacquistarli a scadenza (non superiore a 365 giorni) ad un prezzo solitamente più alto.

Qual è il rendimento ?
La differenza tra il prezzo d’acquisto e il prezzo di rivendita rappresenta la remunerazione per il cliente.
Normalmente, non è consentita l’estinzione anticipata: il cliente che vuole rivendere i titoli in anticipo dovrà pagare una penale.
Alcune banche consentono l’annullamento anticipato a spese zero, in questo caso però si perderanno tutti gli interessi maturati.

Con questo tipo di operazione, quindi, il cliente acquista una serie di strumenti finanziari di proprietà della banca, e si impegna a restituirli nella stessa quantità alla scadenza concordata (solitamente 2, 4, o 10 mesi, mai superiore ad 1 anno), ad un prezzo di vendita predeterminato alla stipula del contratto.
Questo implica che il rendimento è definito all’inizio dell’operazione, esattamente come nei BOT.

L’operazione finanziaria di PCT può essere equiparata ad un prestito di denaro fatto alla banca (venditore), per il quale viene riconosciuto un “tasso di interesse” fisso, ed un prestito di titoli fatto al cliente (acquirente).

Un alternativa ai Conti Deposito e ai Titoli di Stato
Per il risparmiatore che vuole investire liquidità a breve termine, si tratta di una valida alternativa ai tradizionali Titoli di Stato come i BOT o agli innovativi Conti Deposito Vincolati, tuttavia, è bene sottolineare che a fronte di un rendimento maggiore c’è sempre un rischio più elevato di cui bisogna tener conto.

Chi può sottoscrivere i Pronti Contro Termine ?

I soggetti che normalmente investono in questo tipo di operazione sono 4:

1) Risparmiatori – Obiettivo: investimento a breve termine a tassi di mercato.
2) Imprese - Obiettivo: smobilizzo del portafogli titoli per ottenere finanziamenti a breve termine.
3) Intermediari finanziari - Obiettivo: controllare la liquidità o incrementare la raccolta.
4) Banca d’Italia - Obiettivo: indirizzare i tassi di interesse e controllare la base monetaria assumendo il ruolo di venditore o acquirente, in base alla congiuntura di mercato e alla politica di breve periodo.

Come comprare i PCT ?
Il risparmiatore che vuole “acquistare e vendere” pronti contro termine dev’essere titolare di un conto corrente bancario (o conto corrente online) ed aprire un deposito titoli. Questo naturalmente comporta dei costi aggiuntivi (imposta di bollo ed eventuali spese accessorie) che normalmente non sono previsti nei conti deposito
In genere, chi ha già un conto deposito può acquistare subito i Pronti Contro Termine.

Ultimo Aggiornamento – Maggio 2012

6 Commenti

  1. franco
    Pubblicato 6 luglio 2011 alle 00:57 | Link Permanente

    di che entita’ puo’ essere la penale in caso di recesso anticipato?

  2. giovanni
    Pubblicato 8 luglio 2011 alle 02:41 | Link Permanente

    Conviene sempre consultare i fogli informativi, in genere le banche si comportano in questo modo:
    - consentono il rimborso anticipato senza riconoscere gli interessi
    - non consentono il rimborso anticipato

    Dopotutto nel contratto pronti contro termine dove si acquista a pronti e allo stesso tempo si vende a termine non si potrebbe vendere prima, perchè è già stata attuata una vendita a termine.

  3. Patty55
    Pubblicato 10 agosto 2011 alle 12:24 | Link Permanente

    Brevemente: se non fallisce la Banca , i miei soldi investiti in pronto c.to
    termine………….a scadenza ( sarebbe il 17.9.2011) me li rimborsano vero ????
    Avere debiti e’un problema, ma anche avere risparmiato qualche soldo onestamente,
    sta diventando un problema per me e fam. Grazie x risposta

  4. Angelo Pisana
    Pubblicato 3 novembre 2011 alle 17:17 | Link Permanente

    Se fallisce la banca, perdo i PCT (unica mia risorsa), ma nello stesso tempo avendo un prestito aperto con la banca, vorranno sempre la rata mensile?

  5. Andrea
    Pubblicato 15 dicembre 2011 alle 07:58 | Link Permanente

    Perdonatemi: ma se fallisce la banca è vero che non vedrò più le somme che gli ho “prestato”, ma è pur vero che ho in mano i titoli che mi ha “venduto”….non a caso i titoli rappresentano la garanzia che la banca mi restituirà il finanziamento.
    Piuttosto nei PCT corro il rischio “emittente” (legato cioè ai titoli), ovvero il rischio che se i titoli a garanzia sono “carta straccia” e la banca non mi rimborsa il prestito, anche vendendo quei titoli non riuscirò a rientrare dell’intero importo investito.

  6. andrea
    Pubblicato 6 marzo 2012 alle 19:25 | Link Permanente

    Voglio fare una domanda parlando di numeri.
    Mettiamo che investo 10mila euro al 3% a un anno.
    Al momento dell’investimento, il valore del pacchetto titoli che mi cede la banca è 9100 euro. Alla fine del periodo, la banca mi garantisce che riacquisterà questo pacchetto titoli a 9400 euro.
    La domanda, molto terra terra, è la seguente…
    In soldoni, la cifra che mi verrà corrisposta alla fine è il denaro investito (10mila) + l’interesse maturato sulla base del valore (300euro), quindi in TOTALE 10300 euro?
    Oppure la cifrà che mi verrà corrisposta è IL VALORE del denaro investito (9100 euro) + l’interesse di 300 euro maturato, quindi in TOTALE 9400 euro?
    C’è una bella differenza! Ma è ciò che non capisco…

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Ultimo Aggiornamento: 26 luglio 2012