Calcolo guadagno effettivo pronti contro termine

Per calcolare il rendimento effettivo di un operazione di pronti contro termine, ovvero, la somma di denaro che verrà effettivamente accreditata sul conto corrente, è necessario considerare l’incidenza di tasse e costi.

L’incidenza delle tasse sul rendimento effettivo

In passato, per quanto riguarda la tassazione, differentemente dai conti deposito vincolati che erano tassati al 27% (o dai semplici depositi bancari), gli interessi dei PCT erano soggetti ad una ritenuta fiscale agevolata del 12,5%, dunque un notevole vantaggio soprattutto per chi investiva grosse somme di denaro.

Oggi la situazione è ben diversa, dato che gli interessi dei pronti contro termine e dei conti deposito (o bancari) sono soggetti, entrambi, ad una ritenuta fiscale del 20%.

Sempre in tema di tassazione, bisogna considerare anche le varie imposte di bollo: per chi apre un conto corrente bancario tradizionale, attualmente l’imposta di bollo annuale è pari a 34,20 euro, per chi ha un saldo medio superiore a 5000 euro (imposta di bollo 0 per i saldi inferiori a 5000 euro). L’imposta di bollo dev’essere pagata anche per il possesso di un deposito titoli, necessario per effettuare questa o altre operazioni di investimento.

Imposta di bollo su dossier titoli
Prima del 2012 l’imposta di bollo era pari a quella applicata sul conto corrente bancario, ovvero, 34,20 euro all’anno. Oggi è previsto un sistema progressivo che porterà alla seguente situazione:

fino al 31/12/2012

0,10 punti percentuali con un minimo di 34,20 euro e un massimo di 1.200 euro

dal 01/01/2013

0,15 punti percentuali con un minimo di 34,20, senza tetto massimo

In passato chi investiva esclusivamente in PCT o aveva custodito titoli per un valore nominale complessivo inferiore a 1000 euro, nel semestre di riferimento, poteva pagare un imposta di bollo ridotta pari a 1,81 euro per ogni estratto conto titoli inviato (operazione eseguita)

Come incidono i costi sul rendimento effettivo

Normalmente tutte le spese legate alle operazioni di PCT sono gratuite, soprattutto se effettuate tramite un conto corrente online.
Quindi, la stessa operazione effettuata in filiale potrà avere dei costi fissi per l’operazione “a pronti” e per quella “a termine”.

In definitiva, le uniche spese fisse connesse all’operazione di PCT potrebbero essere:

– Costo di sottoscrizione o canone di gestione ed amministrazione
– Spese per l’operazione “a pronti” e “a termine”.

Trattandosi si costi fissi, l’incidenza di queste spese aumenta al diminuire dell’importo investito

Come calcolare il rendimento effettivo ?

Dal punto di vista pratico, per sapere quanto ci rende realmente il nostro investimento basta fare una semplice sottrazione tra l’importo addebitato e l’importo accreditato sul conto corrente.

Esempio di calcolo:
Investimento pari a 5000, durata 8 mesi, tasso netto 2,40%. Supponendo per semplicità che il costo di sottoscrizione sia pari a 0 ma le spese per l’operazione siano pari a 8 euro:

Importo addebitato: 5008 euro
Importo accreditato: 5069,30 euro
Spese operazione: 8 euro (effettuata allo sportello bancario)
Interesse netto: 77,3 euro (senza considerare l’imposta di bollo)

A questo punto bisogna risalire al tasso effettivo utilizzando la formula:

i = I / C * t = 69,30 / 5000*0,66 (8/12) = 2,1%

i = tasso effettivo
I = Interesse reale (Capitale investito – importo accreditato)
C = capitale investito
t = tempo

Puoi calcolare il rendimento effettivo di un investimento in PCT utilizzando il nostro strumento di calcolo: Calcolo Pronti Contro Termine.

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Ultimo Aggiornamento: 26 luglio 2012